Famiglie

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“…Antonio il Salatore aveva dodici figli e l’angoscia di vederne riuscire almeno uno. Amava se stesso sopra ogni cosa e fra i figli soltanto coloro che sembravano fatti a sua immagine e somiglianza. Spesso la sera ingiungeva alla moglie di chiamare i vicini a far festa e gli amici erano felici di entrare in casa del Salatore, perché c’era sempre la tavola apparecchiata e non si respirava mai la miseria…Esibiva i figli, uno più bello dell’altro, gran ballerini, con una fierezza palese, chiamandoli a fare spettacolo, perché gli uomini fossero costretti ad applaudirli e le donne potessero assecondare desideri reconditi…A volte, dopo aver comandato la quadriglia, si avvicinava alla moglie, le prendeva le mani, la trascinava in mezzo alla stanza per un giro di valzer, vincendone la fioca ritrosia. Di colpo le altre coppie smettevano di ballare, facevano largo, e ma’ Lucia si stringeva al marito, occhi bassi, cercando di non perdere il tempo e di non farlo sfigurare, come dal giorno che gli aveva dedicato la vita..." Da Antonio il Salatore ai suoi figli, partecipi di una famiglia che era ancora famiglia, in un piccolo paese del Sud, ai nipoti, alla storia di Peppino  e Angelina e al loro amore durato cinquant’anni, in una sfida costante alla sorte, sullo sfondo delle due guerre e della “ grande emigrazione” in America, rivive attraverso tre generazioni, un’epoca che reca i segni della delicatezza di sentimenti che paiono tramontati  ma anche di una spietatezza di contrasti che furono di quegli anni difficili.            FAMIGLIE, cui l’Autore ha dedicato anni di ricerche e di documentazione per dare uno spessore di maggiore autenticità ai personaggi e all’ambiente, è però qualcosa di più di una saga. E’ un’opera che, a buon diritto, si ricollega alla grande tradizione romanzesca, con una solida impalcatura narrativa e cento storie, talvolta epiche, spesso allegre o struggenti, ma tutte disperatamente umane, che resteranno nel lettore come ricordi personali, perché ciascuno vi ritroverà un pezzo della propria famiglia, della propria esperienza, e la memoria di tutto ciò che si era disposti a sacrificare per essa. Un grande e appassionante romanzo, dunque, che doveva essere scritto anche in Italia, dove la letteratura è spesso avara di opere di questo tipo.  Senz’altro uno dei libri più suggestivi di questi ultimi anni, nel quale ognuno di noi non  faticherà a riconoscere la tenera suggestione delle cose che un giorno avrebbe voluto raccontare.       ( Dal risvolto di copertina ) 


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